10 consigli di Thomas Lorenzi per la corsa in montagna

Consigli pratici per chi vuole iniziare a correre in montagna. Attrezzatura, materiale, percorsi e libertà. Un modo per conoscere il territorio e se stessi.
Intervista a Thomas Lorenzi runner specializzato in gare estreme e atleta Saucony.

La corsa in montagna è uno sport che affascina molti appassionati dei dislivelli. Si è sviluppato un vero e proprio interesse per i percorsi anche estremi nelle Dolomiti e non solo. Trail, extreme trail e competizioni di ogni genere si possono trovare in tutta Italia. Bisogna però avvicinarsi a questo sport con consapevolezza e non lasciare nulla al caso, non si tratta di avventura spiccia: l’organizzazione e la scelta dei percorsi sono ben pianificati, come anche attrezzatura, materiali e allenamento. Abbiamo chiesto ad un atleta che ha fatto di questa passione uno stile di vita, Thomas Lorenzi, 10 consigli utili per avvicinarsi al mondo della corsa “verticale”.

 

Chi è Thomas Lorenzi
Fin da piccolo suo padre lo ha portato ad appassionarsi alle camminate in montagna, alle vette, alla roccia e ai paesaggi aspri. La sua passione per il running è stata una conseguenza naturale che gli ha insegnato a conquistare obiettivi e a preservare la sofferenza. Così ormai ben da dodici anni, compatibilmente con il suo lavoro legato all’ambiente del nuoto dove ha anche un passato agonistico, ha iniziato a seguire la passione per la montagna coniugandola con il running. I primi passi tra i sentieri, le esplorazioni e le prime competizioni di trail running piano piano gli hanno portano soddisfazioni e vittorie.
Non si tratta di un atleta che cerca per forza il podio, il suo è più un viaggio meditativo ogni volta che affronta un sentiero dismesso in solitaria o una competizione. E’ il suo modo per evadere e per ritrovare se stesso quando è costretto a confrontarsi con la natura selvaggia e i limiti dell’uomo. La magnificenza del paesaggi e la sofferenza della fatica sono per lui un momento di estrema introspezione.
Oltre ai trail nostrani ha avuto anche diverse occasioni per cimentarsi in gare e spedizioni internazionali, esplorando deserti e perfino il circolo polare artico, sperimentando in queste esperienze l’autosufficienza a temperature di +50 fino a -39 gradi!
Oggi è un atleta supportato da importanti brand quali Led Lenser, Cep Compression, Noene e Saucony. Della Saucony è diventato responsabile in Italia e si occupa della preparazione degli atleti, della gestione e dell’organizzazione degli eventi e della valutazione dei test sui prodotti tecnici, formando anche il personale addetto alla vendita.
La sua è una passione a 360° gradi: tiene infatti anche innumerevoli conferenze per divulgare consigli pratici rispetto a questa disciplina outdoor e inoltre prepara a livello fisico atleti e nuotatori con speciali programmi adattati alle esigenze del singolo.

10 consigli per iniziare a correre in montagna

1. Muovere i primi passi
La prima regola per cominciare a camminare o correre in natura è fornirsi di materiale idoneo, specialmente per quanto riguarda le calzature. Non risparmiate sull’unico elemento che ci tiene ancorati al terreno. Oltre ad assicurare un passo sicuro, una buona calzatura ben ammortizzata e protettiva, vi fornirà anche una buona dose di sicurezza e concorrerà a impattare meno sull’apparato locomotore. Sarà nostro obbligo preservare le nostre giunture più a lungo possibile nel tempo.

 

2. Tempo di adattamento
E’ importante cominciare con brevi uscite in montagna e su sentieri facili, per poi aumentare via via il dislivello e il kilometraggio. Non pensate di correre 80km nel giro di un anno. Anche se vi sentite pronti, date modo alla struttura di abituarsi e di essere preparata al meglio per sopportare una distanza considerevole e di tale proporzione.

 

3. Pianificare il percorso
Ogni uscita deve essere pianificata in base alle proprie capacità. Siate sempre consapevoli del percorso che andrete ad affrontare, sia per distanza che per dislivello. In caso fosse la prima volta che percorrete un determinato sentiero, informatevi su eventuali punti critici e appoggi logistici.

 

4. Attrezzatura
Un altro ambito da non sottovalutare è la scelta del materiale che ci accompagnerà durante le nostre spedizioni. Finché non capirete quello di cui avrete bisogno, includete nelle prime uscite più supporto possibile, in modo da essere pronti ad affrontare ogni evenienza.

 

5. Il materiale che non dovrebbe mai mancare
Ad ogni uscita portate con voi: zaino, telo termico, fischietto, lampada frontale, cartina topografica, cellulare, calzini di ricambio, guscio impermeabile e antivento, guanti, buff, piccolo kit di pronto soccorso e scarpe adatte a terreni trail, nonché provviste per alimentazione e idratazione adeguate.

 

6. Idratazione
Un altro consiglio è quello d’imparare ad alimentarsi e ancor prima ad idratarsi. Nonostante non avvertiate la sete, il corpo necessita di liquidi per svolgere le normali funzioni cellulari e sostenere l’attività fisica. Per abituarmi a bere, ricordo di aver impostato un timer che ogni 20 minuti, scandiva il tempo per trangugiare del liquido. Una volta che si avverte sete, il processo di disidratazione è già innescato e sarà alquanto difficile correre ai ripari. Molto importante, per attività sopra le 2 ore, integrare il liquido con dei sali minerali che riequilibrano e integrano le perdite del nostro organismo.

 

7. Alimentazione
Anche l’alimentazione è estremamente importante. Imparare a mangiare mentre si pratica attività fisica è piuttosto difficile. Non esiste un alimento preferito ad altri, l’importante è gestire e sperimentare la tollerabilità e la digeribilità. Alcuni prediligono barrette tecniche e gel, altri gallette di riso o qualche altra specifica alimentare. In ogni caso il consiglio resta sempre quello di sperimentare e valutare come il corpo reagisce, in modo da trovarci preparati e pronti le uscite che richiedono maggior performance.

 

8. Corsa al crepuscolo
Risulta determinante, nonché affascinante, imparare a correre col buio. La notte ha una dimensione tutta speciale. Correre al buio aumenta notevolmente la percezione dell’ambiente circostante. Occorre avvicinarsi a questa pratica iniziando da qualche facile uscita, per poi gettarsi a capofitto nelle discese più impegnative e percorsi tortuosi, insieme a una lampada frontale che ci fornisca la luce necessaria per affrontare i sentieri montani e la notte.

 

9. Non pensare di emulare i campioni
Non cercate di ottenere riferimenti da tempi di runner esperti, record o dicerie di percorrenza. Questo vi porterà esclusivamente a frustrazione e vi svierà dall’obiettivo centrale del correre in natura che è proprio quello di assaporarne appieno lo spirito.

 

10. Liberi di percorrere sentieri e luoghi magici
Sintonizzate il vostro respiro con quello del mondo naturale che vi circonda. Solcate la sottile linea sospesa fra dimensione terrena e spirituale. Assaporate l’aria, entrare in simbiosi con la natura. Percepite l’ambiente millenario, dove sono passati anche i nostri avi prima di noi. Lasciate che la potenza della roccia entri in voi. Emozionatevi. Lo sguardo volge verso l’alto, gli occhi si riempiono di gioia e severo rispetto. Le cime chiamano.

 

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