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Erto e Casso (PN)

Municipality of Erto e Casso (Pordenone)

via IX Ottobre, 4 - tel. 0427.879001 - fax 0427.879100 - web http://www.comune.ertoecasso.pn.it/

These two different communities (in Erto the people speak Ladino; in Casso they speak a Veneto-Bellunese dialect) have bonded together in a single municipality. Distinguished by their own style of architecture developed using the pink rock available locally, these two villages occupy the opposite slopes of the Monte Toc landslide mass.



 

Sito e indirizzo del Comune di Erto e Casso (PN) Via IX Ottobre, 4 - tel. 0427.879001 - fax 0427.879100

 



Da vedere

They tell this legend in Erto:

Once upon a time there was castle in San Martino, but now only a hill remains with the name, and you can still take drinking water from the górc dal Castél or Castle Fountain.

A long stairway that led all the way up starts from the chapel washed away on October 9, 1963, the night of the Catastrophe, that was originally built on the ruins of an old pagan temple. In front of the castle beyond the lake the l’àndhre de la Regina - the Queen's Cave - remains with the s’ciara, the mooring ring for her boat.

La Frana e la Diga del Vajont
A cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, a poche centinaia di metri a monte della confluenza con il Fiume Piave, il Torrente Vajont fu sbarrato, a scopi idroelettrici, da una diga. Tale impianto non entrò mai ufficialmente in funzione perché una gigantesca frana colmò parzialmente il serbatoio provocando una terribile ondata e quasi 2.000 vittime.


La palestra di roccia
La palestra di roccia alla diga del Vajont (Erto) è nata nel 1978 ed è una delle più conosciute falesie di arrampicata la mondo. Sotto il roccione di Moliesa esistono più o meno 300 vie di arrampicata di ogni grado. Nella parte centrale, quella colo giallo ocra, si concentrano le maggiori difficoltà. In quel settore vi sono vie che arrivano fino all’8c, cioè 11° grado. Si va comunque per scelta a cercare ognuno l’itinerario che più ci compete.


I Libri di San Daniele

I leggendari libri di San Daniele del Monte Borgà si presentano all’osservatore come vere e proprie cataste di lastroni rocciosi costituiti da Rosso Ammonitico (facies del Calcare di Soccher). Si tratta di ammassi rocciosi residui, che dalla dislocazione piega-faglia del Monte Borgà, essendo costituiti da roccia molto resistente, hanno trovato una loco collocazione su un piccolo pianoro poco sotto la cima del Monte Piave.



Manifestazioni

  • “Sacra rappresentazione del Venerdì Santo” (venerdì santo)

  • “Tra il vecchio e il nuovo” (ferragosto)



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