Gli uccelli nidificanti
Nel territorio della Riserva nidificano diverse specie di uccelli. Tra i più particolari ricordiamo, nella famiglia dei cuculidi, il cuculo (Cuculus canoris), con le sue singolari abitudini riproduttive caratterizzate dal fenomeno del “parassitismo della cova”. La femmina depone le uova nei nidi di altri uccelli (in genere un uovo in ogni nido), i quali poi alleveranno il piccolo di cuculo, che vi nascerà. Succede spesso di trovare nidi di passeriformi in cui il piccolo di cuculo che viene imbeccato è di dimensioni maggiori rispetto alla madre adottiva.
Tra gli appartenenti alla famiglia dei picidi sono presenti il picchio verde (Picus viridis) e il picchio rosso maggiore (Dryobates major) che nidificano nelle cavità degli alberi che loro stessi costruiscono martellando il fusto con il possente becco di cui sono provvisti.
Della famiglia dei motacillidi sono rinvenibili il prispolone (Anthus trivialis), la ballerina gialla (Motacilla cinerea) e ballerina bianca (Motacilla alba).
Tra gli irundinidi è presente la rondine montana che costruisce il nido in strapiombi rocciosi e in alcuni manufatti come i ponti e le arcate di sostegno della vecchia strada della Valcellina.
Della famiglia dei turdidi sono presenti il merlo comune (Turdus merola), la tordela (Turdus viscivorus) e il pettirosso (Erithacus rubecula).
Tra i paridi nidificano nella Riserva la cincia bigia (Parus palustris), la cincia mora (Parus ater), la cinciarella (Parus caeruleus) e la cinciallegra (Parus major).
Della famiglia dei corvidi sono presenti la cornacchia grigia (Corvus cornix) e il corvo imperiale (Corvus corax). Quest’ultimo è il più grosso tra i corvidi e nidifica in diverse zone della Riserva sulle rocce delle pareti strapiombanti.
Dei galliformi nidificano il fagiano di monte o gallo forcello (Tetrao tetrix), il gallo cedrone (Tetrao urogallus) e la coturnice.
Altri uccelli nidificanti nella Riserva sono il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) della famiglia dei cinclidi e il fringuello (Fringilla coelebs) tra i fringillidi.
Tra gli strigiformi (rapaci notturni) sono presenti la civetta comune (Athene noctua), l’allocco (Strix aluco) e il gufo comune (Asio otus). Si tratta di uccelli notturni dotati di notevole escursione laterale del capo, che permette di aumentare lo spazio visivo, altrimenti limitato dalla la posizione frontale dei grandi occhi.
Tra i rapaci diurni (falconiformi) è presente il gheppio (Falco tinninculus) che si caratterizza per il tipico volo statico (detto “spirito santo”) con battimento d’ali veloce e controvento, la poiana (Buteo buteo) e il falco pellegrino (Falco peregrinus).
Nel 1987 è stato segnalato il ritrovamento di un nido occupato di aquila reale (Aquila chrysaetos).
Oltre gli uccelli segnalati, nella Riserva sono presenti altre specie nidificanti. A queste si devono poi aggiungere le specie osservabili durante i periodi di passo.
Anfibi e rettili
All’interno della Riserva vivono e si riproducono numerose specie di anfibi e i rettili. Questi animali a volte passano inosservati sia per le loro ridotte dimensioni che per lo scarso interesse che rivestono da parte della maggioranza degli escursionisti.
Gli anfibi sono animali sottoposti al pericolo del disidratamento e che quindi sono spesso costretti a una vita prevalentemente notturna e a frequentare ambienti acquatici o semiacquatici.
Tra gli anuri (anfibi senza la coda) sono presenti il rospo comune (Bufo bufo), a prevalente vita notturna, ad esclusione del periodo riproduttivo in cui si porta sempre in prossimità dell’acqua; la raganella (Hyla arborea), che resiste assai bene all’aridità, vivendo fra le fronde degli alberi; e la rana esculenta (Rana esculenta) protetta in Friuli Venezia Giulia da una apposita norma di tutela (L. R. 34/81 articolo 17) per evitarne la drastica riduzione di popolazione a causa della sua cattura a fini alimentari.
E’ inoltre presente tra i caudati (anfibi con la coda) la salamandra pezzata (Salamandra salamandra) dalla tipica colorazione nera con chiazze giallo arancio. Questo animale, anche se prevalentemente notturno, si incontra durante il giorno, soprattutto nei periodi con notevole umidità nell’ambiente. L’osservazione migliore è possibile in primavera nei periodi riproduttivi.
I rettili hanno invece un’attività legata principalmente alle condizioni della temperatura, depongono le uova in ambiente subaereo (anche se alcuni sono vivipari) e sono sensibili alle vibrazioni del terreno.
Fra i rettili presenti nella Riserva vi sono diversi lacertidi, il più grande dei quali è il ramarro (Lacerta viridis). Sono inoltre presenti sia la lucertola vivipara (Zootoca vivipara) che la lucertola dei muri (Podarcis muralis).
Fra i serpenti, rettili sprovvisti di arti, sono presenti il colubro liscio (Coronella austriaca) (Barcis e dintorni di Andreis), il colubro di Esculapio o saettone (Elaphe longissima) e la natrice dal collare o biscia d’acqua (Natrix natrix).
Delle vipere propriamente dette è possibile incontrare tutte e tre le specie presenti nella nostra regione.
La vipera dal corno (Vipera ammodytes), così chiamata per la caratteristica escrescenza sul muso, popola soprattutto i macereti calcarei dei versanti meridionali e sud-occidentali del monte Fara. Ha indole tranquilla, ma se viene molestata ed è impossibilitata alla fuga, attacca tentando di mordere. Può iniettare circa 7 mg di veleno (la quantità di veleno mediamente letale per l’uomo è di 15 mg).
Al margine superiore delle faggete e in prossimità dei pascoli è presente la vipera comune (Vipera aspis). Questa può essere distinta (nella nostra regione) per le bande trasversali dorsali mai continue, mentre il marasso (Vipera berus) e la vipera dal corno presentano sul dorso una greca zigzagante. La vipera comune può inoculare circa 4-5 mg di veleno (attivo quasi quanto quello della Vipera ammodytes).
Il marasso (Vipera berus) è presente anche nella varietà melanica con colorazione completamente nera. Predilige i pascoli, le brughiere con i rododendri, specialmente nella zona dell’altipiano della Montelonga e lungo i costoni privi di vegetazione all’interno della Riserva. Può inoculare circa 3 mg di veleno, meno attivo rispetto a quello delle due specie precedenti.
Un particolare interessante è che nella Riserva gli areali delle tre specie di vipere si compenetrano. Esse si nutrono di piccoli mammiferi, lucertole, nidiacei, uova di uccelli, insetti, anfibi.