ROGNA SARCOPTICA
La rogna sarcoptica degli ungulati è causata da un acaro parassita esterno denominato Sarcoptes scabiei var. rupicaprae ed è presente nella nostra Regione sin dal 1949.
La principale via di trasmissione è il contatto diretto. Questa patologia colpisce anche altre specie di ungulati oltre al camoscio; nel gruppo del Triglav in Slovenia, durante una fase epidemica, la rogna ha colpito circa il 60% della popolazione di stambecchi mentre in Spagna numerosi ricercatori hanno provato come la capra domestica risulti una importante fonte di diffusione della malattia tra i camosci e gli stambecchi.
L’impatto della rogna su di una popolazione di animali che non l’ha mai “incontrata” è spesso molto pesante e causa una elevata mortalità. La regressione della malattia ed il recupero numerico della popolazione avviene grazie ad una percentuale di soggetti che risulta geneticamente predisposta a superare la malattia.
Ogni 10-15 anni si manifestano nuovamente delle epidemie di minore gravità con mortalità piuttosto basse.
La malattia non colpisce solo gli esemplari vecchi o malati; numerose ricerche hanno dimostrato infatti che il sesso, l’età e la densità dei camosci non sono fattori che predispongono l’insorgenza della malattia. Inoltre entrambi i sessi vengono colpiti in eguale misura.
Da anni il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane sta portando avanti un piano di monitoraggio sanitario che ha come obiettivo la salvaguardia del patrimonio faunistico che ospita. Questo piano, articolato su più fronti, ha messo in atto un progetto di collaborazione scientifica con numerosi Istituti di ricerca italiani ed esteri.
I dati raccolti durante questo monitoraggio indicano che la popolazione di camosci e stambecchi del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane è una delle più sane dell’intero arco alpino; inoltre sinora non è stato segnalato alcun caso di rogna del camoscio e dello stambecco all’interno del Parco.
Con particolare riferimento alla rogna degli ungulati, considerati anche i focolai del vicino Veneto (vedi cartina), già da alcuni anni il Parco delle Dolomiti Friulane sta portando avanti uno specifico progetto sulla rogna sarcoptica. In prima istanza il Parco ha partecipato ai vari incontri su questa tematica che si sono svolti nelle Regioni limitrofe; in seguito sono stati organizzati due incontri per gli operatori del Parco ed il giorno 3 ottobre 2003 si è tenuta ad Andreis una Conferenza sulla Rogna sarcoptica degli ungulati alla quale hanno partecipato circa un centinaio di persone.
La relazione dopo una breve introduzione del Dr. Paolo Zucca è stata tenuta dal Prof. Luca Rossi del Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino, riconosciuto come uno dei massimi esperti italiani di tale patologia.
Parallelamente, con l’Istituto Zooprofilattico di Pordenone e grazie alla collaborazione dell’Istituto Zooprofilattico di Trento e del Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia della Facoltà di Medicina Veterinaria di Torino è iniziato un progetto monitoraggio sulla presenza di anticorpi contro l’acaro, nel sangue degli ungulati del Parco.