Qualche consiglio di lettura per chi ama la natura, l’avventura e la montagna:

 

 

 

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“In Patagonia” di Bruce Chatwin
《Dopo l’ultima guerra alcuni ragazzi inglesi, fra cui l’autore di questo libro, chini sulle carte geografiche, cercavano il luogo giusto per sfuggire alla prossima distruzione nucleare. Scelsero la Patagonia. E proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin, non già per salvarsi da una catastrofe, ma sulle tracce di un mostro preistorico e di un parente navigatore》. Descrizione tratta da @ibs.it

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“Le otto montagne” di Paolo Cognetti
《Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo “chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c’è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, “la cosa più simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui”. Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: “Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino”. Un’eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno》. Descrizione tratta da @ilibraio.it

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“Passi verso l’ignoto” di Kurt Diemberger
《Il libro riassume la storia di cinquant’anni di alpinismo mondiale e delle imprese più spettacolari di cui Diemberger è stato protagonista. Cercatore di cristalli a sedici anni, Diemberger ha sempre privilegiato gli ambienti incontaminati e le sfide estreme, sia sulle vette più alte del mondo sia nella foresta vergine amazzonica. Ma questo libro non è solo un libro sulla montagna, è anche un libro sugli uomini, sulle popolazioni incontrate nel corso delle sue spedizioni e sui compagni di avventura, primi fra tutti il grande Hermann Buhl, con il quale ha compiuto la prima ascensione al Broad Peak e al Dhaulagiri, e Julie Tullis, compagna di cordata e di “regia”, tragicamente scomparsa sul K2 nel 1986》. Descrizione tratta da @corbaccio.it

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“Il silenzio” di Erling Kagge
《Ne Il silenzio (Einaudi) Erling Kagge, il primo uomo a raggiungere il Polo Sud in solitaria e il primo a raggiungere i “tre poli”, il Polo Nord, il Polo Sud e una cima dell’Everest, racconta il rapporto che ha costruito con il silenzio, durante tanti anni di esplorazioni spesso solitarie. Lungi dall’essere inquietante per Erling Kagge il silenzio è una risorsa interiore a cui attingere, è un modo di entrare in sitonia con la natura, è una ricerca di sè, è necessario per capire la vita》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“L’anello di Re Salomone” di Konrad Lorenz
《Che i pesci possano essere estremamente passionali; che le tortore siano più feroci dei lupi con gli animali della propria specie; che un’oca possa credere di appartenere alla specie umana, e in particolare di essere la figlia dello scienziato che l’ha covata: ecco alcune delle sorprese che avranno i lettori di questo libro.
Che cosa significhi capire gli animali moltissimi di noi lo hanno imparato dalle sue pagine. Non solo perché Lorenz è stato uno dei padri fondatori dell’etologia, ma perché Lorenz ha saputo vivere con gli animali, con una curiosità, un’affettuosità verso ogni creatura, un senso del gioco e un dono del raccontare le loro storie che mai ha manifestato così compiutamente come nell’Anello di Re Salomone》. Descrizione tratta da @adelphi.it

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“Addio al Campanile” di Spiro Dalla Porta Xidias
《Questo è il mio saluto al Campanile.
Queste righe. Questo scritto.
Sono così quattro i libri che gli ho dedicato. Questo penso sia quello definitivo. Anche se tornasse l’ispirazione, non ci sarebbe più il tempo. Non credo di avere detto tutto: è stato troppo luminoso per me. Mi ha dato il concetto della bellezza in montagna.
Ha rappresentato l’ideale, non solo alpino.
Mi ha insegnato che la terra tutta – e noi con essa – tende al cielo.
Nella sua magica e drammatica solitudine ho specchiato la mia incomunicabilità.
Nel suo slancio verso l’alto, ho chiarito l’insostenibile necessità dell’etica e della fede.
Con la sua irripetibile bellezza ha significato l’idea platonica del Bello.
Mi ha concesso, toccando la sua vetta, la somma felicità che raggiunge il sogno.
Ha espresso per me tutto il senso più elevato dell’alpinismo. Mi ha rivelato la sublime verità di Dio》. Spiro Dalla Porta Xidias

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“Il volo della martora” di Mauro Corona
《Ventisei racconti che insieme dipingono in un grande affresco le vicende di uomini e donne semplici, ma anche di animali, di alberi e di rocce: «storie brevi, in cui il tempo e lo spazio si dilatano, sino ad abbracciare lontananze remote, odissee di personaggi sanguigni e irregolari, nomadi dell’anima eppure tenacemente fedeli al ricordo di un luogo, a un dettaglio, a un gesto, a un sentimento, provato una volta e per sempre», come li ha definiti Claudio Magris. Prefazione di Claudio Magris》. Descrizione tratta da @illibraio.it

 

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“La lezione del freddo” di Roberto Casati
《Il giorno in cui la famiglia trasloca nel New Hampshire, davanti agli occhi si apre un incanto: la casa è immacolata, le doghe di legno percorse dalle ombre del bosco, il tetto verniciato di un azzurro fiabesco. L’estate caldissima sembra non voler mai terminare, ma le allusioni misteriose nelle conversazioni con i vicini e i colleghi fanno presagire una minaccia. In un batter d’occhio arriva la neve, il grande fiume è già ghiacciato, bisogna attrezzarsi: le bambine e il cane ammirano in silenzio lo spettacolo bianco in cui vivranno per un anno. Tra sputaneve elettrici e cataste di legna, orsi nel giardino e incendi divampati nella canna fumaria, piste di fondo oniriche e impronte calcate nel bianco per essere certi di ritrovare la strada, la grande scoperta è che il gelo può diventare un membro della famiglia, una lente d’ingrandimento, un modo di sentire. L’esperienza quotidiana del freddo è un’avventura estrema, a cui non siamo piú abituati e che potrà sorprenderci come una possente rivelazione. Con la praticità dell’uomo di casa e lo sguardo del filosofo, Roberto Casati ha elevato un altare al freddo in mezzo a betulle sottili che in primavera finalmente raddrizzano la schiena. Un racconto imprevedibile e fulminante, un manuale di sopravvivenza, una time capsule confezionata con amore pensando ai figli e alle figlie del riscaldamento del pianeta. «Se uno guarda il sentiero che traccio, all’andata vede uno zig-zag, una linea tratteggiata di piedi destri e piedi sinistri. Al ritorno cerco di calpestare la neve con le ciaspole dove non ero passato all’andata, per rendere uniforme il sentiero. Ho deciso di chiamarla la camminata etica, pensa chi ti segue, aiutalo».》Descrizione tratta da @amazon.it

 

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“Zampe all’aria” di Sandro Neri Sandro Neri
《Sandro Neri è riconosciuto come uno dei più forti arrampicatori bellunesi. Fin dai primi anni ’80, seguendo le orme di Mauro Corona e Icio Dall’Omo (i famosi “ragazzi dello zoo di Erto”), ha contribuito alla crescita, nella sua provincia e in Italia più in generale, dell‘arrampicata sportiva.
Arrampicatore di talento ci spiega come è nata la sua passione per la scalata e come si è evoluta negli anni, dall’apertura di nuovi itinerari di altissimo livello alle gare, nate proprio in quel periodo.
Il tutto è ricordato con le “zampe all’aria” dopo che una banale caduta in falesia lo ha costretto a diversi mesi di degenza e riabilitazione.
Ora Sandro Neri rappresenta l’anello di congiunzione tra la prima e la seconda generazione di arrampicatori. È infatti allenatore di una squadra di giovani promettenti che gli permettono di non vedere la sua grande passione svanire con i suoi acciacchi di cinquantenne.
Neri in questo libro non è solo narratore ma anche poeta. Riesce, con pochi versi dialettali, a rendere l’essenza della scalata e del valore educativo che essa contiene.
Una lettura piacevole, emozionante, a volte esilarante》. Descrizione tratta da @ideamontagna.it

 

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“Le vite dell’altipiano. Racconti di uomini, boschi e animali” di Mario Rigoni Stern
《Mario Rigoni Stern è uno dei pochi scrittori italiani che ha dedicato così tante pagine delle sue opere all’ambiente che lo circonda, descrivendo con competenza e passione ogni più piccolo particolare di quel suo Altipiano di Asiago. In questo volume sono raccolti tutti i racconti in cui protagonista principale è la natura attraverso le sue molteplici creature: storie di piante e animali, acque e boschi, montagne e fiori, neve e disgelo》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“Camminare” di Erling Kagge
Un libro che ci aiuta a imparare a camminare. E’ il periodo migliore per informarsi su quello che la camminata ci aiuta a costruire, così quando torneremo a farlo potremo essere molto più consapevoli e godere appieno di tutti i benefici a cui prima non avevamo fatto caso. Erling Kagge dà il suo punto di vista, riflettendo su quello che le camminate e le esplorazioni hanno dato a lui ma facendolo diventare concetto universale che può facilmente trovare riscontro nelle vite di tutti.

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“Walden. Ovvero vita nei boschi” di Henry David Thoreau
《Nel luglio 1845 Henry Thoreau, a ventotto anni, lascia la sua città natale e va a vivere sulle rive del lago Walden, in una capanna da lui stesso costruita, e vi rimane oltre due anni. Nella quiete dei boschi coltiva il suo orto, legge, osserva gli animali, passeggia nella natura o fino a qualche villaggio vicino, scrive, fa piccoli lavori in casa, nuota. Thoreau vuole “marciare al suono di un tamburo diverso” e cerca la libertà immergendosi nei ritmi della natura. Testo seminale della consapevolezza ambientalista e caposaldo della controcultura americana, “Walden” è il resoconto autobiografico di questo esperimento di vita solitaria, la cronaca quotidiana di un ritorno alla semplicità, una dichiarazione d’indipendenza dalla pochezza morale di una società dedita all’accumulazione di ricchezza》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“La morte sospesa” di Joe Simpson
《Nel giugno 1985 due alpinisti britannici, Joe Simpson e Simon Yates, raggiungono la vetta del Siula Grande (6536m) nelle Ande peruviane, scalando per la prima volta la parete ovest. Colti, sulla cima, da una violenta bufera, i due scendono in condizioni difficilissime; Simpson si frattura una gamba e Yates cerca di calarlo per seracchi di ghiaccio con laboriose manovre di corda, complicate dal gelo e dall’oscurità, finché, allo stremo completo decide di tagliare la corda, in senso letterale, lasciando cadere l’amico in un crepaccio e tornando a valle con la convinzione, e il rimorso, che questi fosse morto. Ma con incredibile forza Joe deciderà di non arrendersi. Questo libro è il racconto di quella incredibile avventura, che introduce in un mondo parallelo, in cui è costretto a vivere colui che può contare solo sulle proprie forze per riconquistare il diritto a sopravvivere. Ipotermia, congelamenti, ferite sono gli aspetti della realtà fisica ai quali il venticinquenne Joe è costretto a far fronte, ma ve ne sono altri che appaiono ancora più insidiosi: solitudine, disperazione, paure primordiali e antichi terrori che riemergono, mentre il concetto di tempo continuamente si dilata e si comprime. Lo scorrere delle pagine fa diventare testimoni di una catena di eventi, svoltisi sì in un posto preciso della Terra fatto di neve e ghiaccio, rocce, seracchi, pietraie ma allo stesso tempo in un altro luogo, altrettanto vasto, imprevedibile, dalle risorse infinite, quello della mente di un uomo in lotta per la sopravvivenza》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“Patagonia Express” di Luis Sepúlveda
《Il diario di viaggio di Luis Sepúlveda in Patagonia e nella Terra del Fuoco: un libro in cui personaggi leggendari rivivono sullo sfondo di una natura indimenticabile. Riflessioni, racconti, leggende e incontri che si intrecciano nel maestoso scenario del Sud del mondo, dove l’avventura non solo è ancora possibile, ma è la dimensione quotidiana del vivere》. Descrizione tratta da @illibraio.it

 

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“Spiderman” di Alain Robert
《Autobiografia di Alain Robert “l’homme-araignéè”, l’uomo ragno, che scala i grattacieli senza corda e senza rete, sfidando la gravità e le polizie di tutto il mondo. Una storia di passione per l’arrampicata in tutte le sue forme e su tutte le superfici: dalle rocce del Verdon al cristallo dei grattacieli di New York, passando per la Tour Eiffel. Un libro adatto a tutti, che ci accompagna dalle altezze metropolitane fino alle segrete delle prigioni orientali, dove solo chi ha molta fortuna o un appoggio influente può uscirne》.
Descrizione tratta da @versantesud

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“Il paese” di Luca Visentini
《Una raccolta di aneddoti tra le Dolomiti Friulane dove spicca la vita di paese, quella di Cimolais, quella dello scrittore che da Milano si trasferì molti anni prima in questi luoghi. Ha imparato a conoscere la storia, le abitudini, gli abitanti e li ha voluti raccontare prendendo spunto dalla vita di tutti i giorni, dalle serate con gli amici e dai giri in montagna》.

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“Terra del fuoco” di Francisco Coloane
《Avidi cercatori d’oro, rivoluzionari in fuga, mandriani inseguiti dal vento, coloni che impazziscono nel tentativo di domare una terra selvaggia, marinai vittime di maledizioni, capitani coraggiosi e sfortunati: questi sono i personaggi che popolano le straordinarie storie dello scrittore cileno, cantore leggendario del «mondo alla fine del mondo». Ma è protagonista, accanto a loro, la natura stessa in tutta la sua inquietante grandezza, il paesaggio aspro delle estreme regioni meridionali del continente americano, quella Terra del Fuoco che diviene simbolo ideale e totale della elementare e incessante drammaticità delle passioni umane》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“Endurance. L’incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud” di Alfred Lansing
《”L’ordine di abbandonare la nave fu impartito alle cinque pomeridiane. Per la maggior parte degli uomini, comunque, non sarebbe stato neppure necessario: sapevano che la nave era condannata e che ogni sforzo per salvarla sarebbe stato ormai inutile? Avevano lottato senza posa per tre giorni e avevano perduto. Accettarono il loro destino quasi apaticamente”.
Era il 1° agosto del 1914 quando, al comando del famoso esploratore Sir Ernest Shackleton, ventisette uomini salparono da Londra alla volta dell’Antartide. Lo scopo della spedizione era di attraversare via terra il continente antartico da est a ovest. Ma a sole ottanta miglia dal Polo, l’Endurance, una splendida goletta concepita per la navigazione tra gli iceberg, rimase intrappolata nei ghiacci del mare di Weddell e per dieci mesi venne trascinata verso nord-ovest dalla deriva del pack. Il 21 novembre del 1915 la nave, non resistendo alla pressione della banchisa, sprofondò nel ghiaccio, costringendo Shackleton e il suo equipaggio a un’incredibile lotta per la sopravvivenza in uno dei luoghi più inospitali della Terra.
Avvincente come un romanzo, il libro di Alfred Lansing ricostruisce una delle imprese più straordinarie, un’incredibile avventura i cui protagonisti furono il coraggio, la resistenza, l’abnegazione che contraddistinsero gli uomini di Shackleton e la sua eccezionale capacità di sostenerli e guidarli》. Descrizione tratta da @illibraio

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“Le voci del bosco” di Mauro Corona
《In queste righe si parla di alberi e di uomini: a volte bene, altre male. E così il cattivo, senza quasi rendersi conto, proverà simpatia per il sambuco, il buono per il larice, il sempliciotto per il faggio, l’elegante per la betulla, il cocciuto per il carpino e via dicendo.
Osservando e ascoltando con attenzione il creato è possibile udire la sua voce.
Le pagine di questo libro non contengono un trattato di botanica e nemmeno parole di assoluta verità. Ciò che in esse vi si potrà leggere sono “verità personali”, riflessioni di oltre quarant’anni di vita nei boschi e dialoghi con le piante》. Descrizione tratta da maurocorona.it

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“The Bird” Jim Bridwell
《Per quasi trent’anni Jim “The Bird” Bridwell è stato il più forte climber in America, e tra i migliori del mondo.Le sue capacità coprono tutte le discipline alpinistiche, dal free climbing su vie estreme alle cime dell’Himalaya.
Le seconde ascensioni di Bridwell sono spesso molto più apprezzate dai climber delle prime salite: un esempio è certamente la seconda salita della via Maestri al Cerro Torre.
Il marchio di fabbrica di Bridwell è lo stile fantasioso e audace che gli ha dato il successo dove altri si sono scontrati con il fallimento.
La ricerca dell’avventura non è il solo elemento evidente dell’alpinismo di Jim. Egli ha anche partecipato ad alcune spedizioni importanti per il gusto dell’esplorazione in sé. Quelle che hanno attraversato il Borneo, circumnavigato l’Everest, esplorato il pack e la wilderness della Cina Occidentale ne sono alcuni esempi. La sua esperienza, unita alle capacità tecniche, l’ha portato a un continuo impegno nell’industria del cinema come consulente ed esperto costruttore di scene acrobatiche》. Descrizione tratta da @versantesud.it

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“L’anima della frontiera” di Matteo Righetto
《Nevada. Sembra il nome di un deserto, e invece è il luogo in cui vive la famiglia De Boer, in alta val Brenta. Una terra circondata da boschi aspri, dove le case si inerpicano su pendii vertiginosi. Sono gli ultimi anni dell’Ottocento e i De Boer, che lavorano nei campi di tabacco, il pregiatissimo Nostrano del Brenta, vivono consapevoli che solo nella muta e rispettosa alleanza tra uomini e natura selvaggia esiste una possibilità di sopravvivenza. Augusto è il capofamiglia, un uomo taciturno, lavoratore instancabile, capace di ascoltare la voce dei boschi e il fischio del vento. Jole, la figlia maggiore, ha la stessa natura selvatica del padre e una sfrenata passione per i cavalli. I proventi del tabacco però non sono sufficienti a far campare la famiglia con dignità. Ecco perché Augusto un giorno decide di tentare il viaggio oltre la frontiera austriaca per contrabbandare l’eccedenza del raccolto. Un cammino impervio attraverso sentieri e passaggi impraticabili, minacciato dalle bestie feroci, dagli agguati dei briganti e dalla sorveglianza dei finanzieri. Jole ha quindici anni quando suo padre stabilisce che è giunto il momento di portarla con sé: qualcun altro deve conoscere la strada. Non passerà molto tempo prima che la ragazza si trovi a dover compiere il viaggio da sola. Inoltrandosi con solenne lentezza in una natura maestosa, rifugio accogliente e poi, d’un tratto, trappola insidiosa, Jole cerca di portare al sicuro il suo prezioso carico e di capire cosa sia successo al padre, che tre anni prima non ha più fatto ritorno proprio da una spedizione in Austria》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“Nelle terre estreme” di Jon Krakauer
《Nell’aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell’Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbatté quasi per caso in questa vicenda, rimanendone ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista Outside che suscitò enorme interesse. In seguito, con l’aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l’America all’inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche. Nelle terre estreme, però, non è solo la ricostruzione degli eventi che portarono Chris McCandless alla morte, è anche una metafora sul rapporto tra la nostra civiltà e la natura che la circonda, è un formidabile tentativo di penetrare le segrete vibrazioni che percorrono tutte le giovinezze, è un viaggio del corpo e dell’anima scritto da un maestro del racconto d’avventura che qui si mette in gioco lasciandosi coinvolgere – assieme al lettore – dalle figure eroiche di cui narra》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“Il peso della farfalla” di Erri De Luca
《Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre. Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” – per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l’abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale》. Descrizione tratta da @illibraio.it

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“L’uomo che piantava gli alberi” Jean Giono
《Durante una delle sue passeggiate in Provenza, Jean Giono incontra un pastore di poche parole, che prova piacere a vivere lentamente, con le sue pecore e il suo cane. Nonostante la semplicità e la totale solitudine nella quale vive, quest’uomo sta compiendo una grande azione, un’impresa che cambierà la faccia della sua terra e la vita delle generazioni future? Una parabola sul rapporto uomo-natura, una storia esemplare che racconta “come gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione”》. Descrizione tratta da @illibraio.it