Reintroduzioni in natura

Stambecco

 

Da un punto di vista faunistico e sanitario le re-introduzioni, ovvero l’immissione in natura di specie animali provenienti da aree diverse in una determinata area dove già esiste o esisteva una popolazione di tali animali, sono progetti che devono essere ben studiati e programmati per evitare problemi sia dal punto di vista genetico che sanitario. Vari istituti di ricerca e associazioni (es. Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, Società Italiana di Ecopatologia della Fauna, etc.) hanno steso delle linee guida da seguire nel caso di re-introduzioni di animali, proprio per evitare i problemi sopra menzionati.

Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane ha portato avanti nel corso degli anni due progetti di Re-introduzione faunistici su due specie chiave, ovvero lo Stambecco e la Marmotta. In entrambi i casi oltre ad uno specifico studio di tipo eco-etologico che prendeva in considerazione la vocazionalità dell’area, la densità di popolazione etc. della colonia ricevente era previsto un monitoraggio sanitario di tutti i soggetti re-introdotti. Si rimanda anche al Progetto Stambecco e al Progetto Marmotta descritti in dettaglio in questo sito.

 

 

Per quanto riguarda il Progetto Stambecco, la maggior parte delle colonie di Stambecchi dell’arco alpino derivano tutte da soggetti re-introdotti a partire da un unico nucleo sopravvissuto nel Parco Nazionale del Gran Paradiso.
La prima reintroduzione di Stambecchi nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane venne effettuata circa una ventina di anni fa con 26 soggetti. La popolazione attuale di Stambecchi all’interno del Parco è di circa 200 soggetti; nel corso degli anni sono stati liberati ancora due piccoli gruppi di soggetti provenienti sempre dal Parco Nazionale del Gran Paradiso al fine di aumentare la colonizzazione e l’espansione della Colonia.