Il gallo cedrone

 

Gallo Cedrone

 

Lunghezza:

  • Maschio: 75 – 95 cm
  • Femmina: 58 – 68 cm

Peso:

  • Maschio: 3,7 – 4,5 kg
  • Femmina: 1,8 – 2,4 kg

 

 

Il gallo cedrone ha una struttura fisica che varia dal maschio alla femmina. Il maschio ha una colorazione scura con riflessi verdastri sul petto e due vistose macchie scapolari bianche, mentre la femmina ha un colore bruno-grigiastro con sfumature rosse sul petto. Entrambi hanno penne del mento di forma lanceolata, coda con lunghe penne scure screziate di bianco che vengono aperte a ventaglio e zampe ricoperte da un fitto piumino. L’aspetto, con il cambiamento delle stagioni, rimane invariato.

La vita media del gallo gedrone è di circa nove anni. È un animale diurno, si può trovare nell’orizzonte montano (1000-1800m), nella foresta mista di conifere e latifoglie, estesa e poco disturbata, con alberi vecchi e rami robusti per facilitarne lo spostamento.

Il gallo cedrone ha esigenze ambientali precise ed è quindi particolarmente sensibile alle modificazioni degli habitat e del paesaggio, sia naturali sia provocati dall’uomo. Le arene di canto, dove il gallo cedrone effettua la parata per attirare le femmine, sono porzioni di foresta aperte e ben definite.

Il gallo cedrone in estate mangia vegetali verdi, formiche, bacche e frutti come lamponi, fragole e mirtilli, mentre in inverno si nutre di gemme, aghi di conifere e germogli del sottobosco. È un uccello schivo e prudente, aspetta la primavera su di un albero e nella bella stagione sta a terra per cercare cibo; non possiede strategie di caccia, perché non è un predatore.

Durante il periodo dell’accoppiamento maschio e femmina hanno comportamenti diversi: il maschio effettua il rito amoroso che consiste in una danza detta “parata”, con la coda a ventaglio, il capo all’indietro, il tutto accompagnato da un canto spettacolare, intonato prima che sorga il sole, per attirare le femmine. Durante l’ultima fase del canto non sente e non vede e diventa una facile preda. Le femmine accorrono numerose e, una volta fecondate, depongono le uova in una depressione del terreno.

La madre, per difendere le uova (ma anche i piccoli), esegue la “parata di distrazione”: si finge ferita e si trascina lontano facendosi inseguire, per distogliere l’attenzione del nemico dal nido.

Il periodo dell’accoppiamento va da aprile a maggio; la durata della gravidanza è di circa 25 giorni e quindi le nascite avvengono a giugno. Il numero dei piccoli varia da 5 a 14 e lo svezzamento avviene in autunno: i piccoli si dividono negli stormi a seconda del sesso maschile o femminile.