Il gallo forcello

 

Gallo Forcello

 

Lunghezza:

  • Maschio: circa 60 cm
  • Femmina: circa 45 cm

Peso:

  • Maschio: 1,5 kg
  • Femmina: circa 1kg

 

 

L’aspetto di questo grosso uccello della famiglia dei tetraonidi presenta un marcato dimorfismo sessuale: il maschio ha le piume color nero-azzurro scuro, le ali hanno una bordatura bianca e la coda ha la forma di lira e possiede due caruncole rosse alla base del becco, più evidenti nel periodo degli amori; la femmina invece non possiede le caruncole e il suo piumaggio è di color bruno scuro con strie nere e barre bianche, decisamente meno appariscente rispetto a quello del maschio.

Nei giovani la differenziazione fra i sessi inizia ad un mese e mezzo di età, quando compaiono nei maschi le prime piume scure sui fianchi e sul dorso. A due mesi e mezzo il piumaggio dei maschi è ormai brunastro ad eccezione del collo e delle ali. I giovani maschi si distinguono dagli adulti per il colore nero meno scuro, meno brillante e poco ricco di riflessi metallici, le piume della testa, del collo e del dorso hanno venature rossastre e la coda è meno lunga e forcuta, le remiganti esterne sono più appuntite e macchiate all’apice.

Normalmente sull’arco alpino il gallo forcello vive in boschi misti dotati di spesso sottobosco arbustivo. L’habitat più caratteristico per il gallo forcello è tuttavia il limite della foresta, fra i 1.600 e i 2.000 metri di quota, dove tra le conifere ormai rade dominano arbusti di rododendro, ontano e mirtillo. In estate predilige i pendii freschi e umidi con esposizione settentrionale, mentre  in inverno, quando la temperatura si abbassa sotto i -4°C , scava buche nella neve lunghe circa 60 cm, nelle quali si rifugia per difendersi dal gelo e risparmiare energie, restando immobile per gran parte della giornata.

L’alimentazione del gallo forcello è molto varia: si nutre principalmente di gemme, foglie, rametti di mirtillo e rododendro, erbe e bacche, che sono la parte più consistente della massa d’alimento consumata durante tutto l‘anno; in inverno, quando gli arbusti sono indisponibili in quanto coperti dalla neve, la dieta viene integrata da aghi di pino e abete, gemme di sorbo degli uccellatori e ontani, rametti di larice, foglie di rododendro e di altri vegetali. Gli alimenti di origine animale (farfalle, api, mosche, cavallette, vermi, formiche ecc.), disponibili nella bella stagione, sono molto importanti per lo sviluppo dei pulcini e dei giovani.

Alla fine di aprile i maschi si riuniscono per le loro caratteristiche parate nuziali antecedenti l’accoppiamento in luoghi detti ‘arene’, in genere con poca vegetazione e poco ripidi, dove si mettono in mostra con rogolii e fischi, saltelli, piccoli voli ed esibizione del piumaggio. Per tutto il mese di maggio, soprattutto nelle prime ore del mattino o verso il tramonto, non è difficile infatti udire il canto dei maschi.

La femmina costruisce il nido a terra, cova da 6 a 10 uova e alleva la prole senza l’aiuto del maschio; dopo 26-27 giorni nascono i pulcini. I piccoli compiono brevi voli già a 15 giorni ma sono in grado di volare bene solo ad un mese di età.

Dopo la nascita i piccoli rimangono con la madre fino a che non sono autosufficienti. Il periodo degli amori termina a fine maggio o nei primi di giugno. Se non esiste disturbo le arene vengono conservate per numerosi anni.