Cimolais

Cimolais (PN)

Incastonato in una corona di cime dolomitiche, la più famosa è il Campanile di Val Montanaia, Cimolais è sede e cuore del Parco. Stradine e abitazioni di sassi sono testimoni di un mondo rurale semplice che ha saputo mantenere intatto un ambiente incontaminato. Si possono percorrere decine di chilometri di sentieri in mezzo alla natura, senza trovare traccia d’uomo, alla ricerca di endemismi tipici del luogo (Arenaria huteri, Campanula morettiana) ed animali (cervi, caprioli, camosci, marmotte, aquile e stambecchi). Da visitare la Chiesa Parrocchiale con altari lignei del ‘600 e diverse chiesette alpine sparse nel territorio.

Municipio:

Da vedere

La Val Cimoliana

di Mauro Corona

32323_mauro_coronajpg“Mi è capitato di girare un po’ il pianeta per ammirarne le bellezze naturali (quelle che restano) e a scalare montagne.

Di quei viaggi non mi pento. Mi hanno fatto capire che le montagne hanno tutte una base e una punta e il dolore del mondo è tutto uguale. Per questo motivo oggi non mi muovo più. Ho scoperto che ci sono ancora zone stupende dietro l’orto di casa mia. Zone fantastiche, meravigliose.

Una di queste è la Val Cimoliana in Comune di Cimolais. Lunga una quindicina di chilometri, circondata, dall’inizio alla fine e da ambo i lati, da montagne di ogni forma e grandezza, concede all’occhio picchi dolomitici, denti e torri rocciose che nulla hanno da invidiare alle forme più strane che ho visto qua e là nel mondo.

Su tutte, per arditezza e forma, spicca la mitica scultura del Campanile di Val Montanaia. Alto quasi trecento metri, impressionante e incredibilmente bizzarro, strapiomba da ogni lato. Per queste caratteristiche la sua vetta è meta agognata da alpinisti di tutto il globo.

Ma c’è un’altra cosa che il camminatore (quello a piedi) non può fare a meno di notare percorrendo la Val Cimoliana: il colore del torrente. L’acqua varia dal blu al verde chiaro, dal viola, a seconda dei colpi di sole, all’azzurro intenso dei fiori di lino. Uno spettacolo mozzafiato anche per l’osservatore più esigente. Ma, miracolo oggi forse unico, è acqua potabile, fresca e pura.

La Cimoliana è una valle magica. Non ha rivali nel mondo. È il pezzo unico del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. I Cimoliani sono orgogliosi e fieri della loro regina e le vogliono bene. Se chiedete loro perché potrebbero rispondervi con le parole di Hugo Von Hofmannsthal: «Perché amo immensamente questa terra, e più passano gli anni, più essa mi sembra ricca. Quando sarò vecchio, dai suoi torrenti, dai suoi laghi e dai suoi boschi mi verranno incontro i ricordi dell’infanzia, e il cerchio si chiuderà»”.                                 (Cit. Mauro Corona)

 

VAL CIMOLIANA

Val Cimoliana - Lago Meluzzo foto di Giuseppe Giordani 800x600

Il complesso montuoso prelude alle Alpi Carniche, ma si avvicina di più come caratteristiche geologiche ed ambientali, alle Dolomiti. Guglie e torrioni si stagliano infatti contro il cielo, erosi dagli agenti atmosferici fino a creare incredibili giochi di equilibrio quale il Campanile di Val Montanaia, che si innalza solitario al centro di un catino glaciale. La Stretta di Gote offre un suggestivo paesaggio tra alte pareti verticali distanti pochi metri tra loro, incise dall’erosione fluviale.

Giglio, genziana, rododendro, erica. Alcuni fiori, tra i più vistosi, che si possono osservare in fondovalle. E poi la Campanula morettiana e il Raponzolo di roccia. Una specie, l’Arenaria huteri, è presente solo in queste montagne. I boschi sono formati in prevalenza da faggio e abete rosso. Caratteristica è la presenza in fondovalle di pino mugo, determinata dal fenomeno di inversione termica. Integra e selvaggia, la val Cimoliana è il rifugio ideale degli ungulati: caprioli e camosci sono osservabili dal fondovalle fino alle creste più impervie.

Lo stambecco, reintrodotto nel 1985 dal Parco del Gran Paradiso, è presente con una colonia dalla discreta consistenza. E’ presente inoltre il cervo. Tra gli altri mammiferi ricordiamo la volpe, la marmotta reintrodotta in Lodina ed in Bregolina, la faina, lo scoiattolo, l’ermellino, il tasso, la puzzola, la donnola. Tra gli uccelli notevole importanza rivestono i rapaci e i tetraonidi: aquila reale, poiana, gallo cedrone e forcello, francolino di monte. I rettili sono ben rappresentati dalla vipera dal corno (Vipera ammodytes), gli anfibi dal rospo comune (Bufo bufo), presente in modo massiccio nella zona del Meluzzo.

Le malghe della Val Cimoliana non sono più monticate da qualche decennio, tranne la malga Pian Pagnon. Poco oltre, il Rifugio Pordenone, nato con le prime esplorazioni alpinistiche di questi monti, ora è gestito nel periodo estivo.
Il taglio del bosco rappresentava un’importante fobte di sostentamento: resti di stue (chiuse) e impianti di teleferiche testimoniano come l’uomo abbia cercato di rendere meno faticoso il suo lavoro. Il legname tagliato veniva condotto a valle utilizzato la forza del torrente (menàda).

Tipico di queste montagne è il taglio del Pino Mugo (barna), utilizzato nella preparazione di medicamenti balsamici. La modalità utilizzata era quella del taglio raso, frammentato da strisce parallele di piante risparmiate per salvaguardare l’assestamento idrogeologico del terreno. Importanti resti di fornaci, utilizzate per la preparazione della calce, sono visibili lungo l’intero fondovalle.
La Val Cimoliana propone all’escursionista interessanti itinerari. Sono senz’altro da ricordare la salita alla Casera Lodina e alla Casera Laghet de Sora, vecchie strutture malghive risistemate ed adibite a bivacco.

Da non perdere è la Val Montanaia, escursione tra ripidi ghiaioni che portano al catino glaciale dove s’innalza il Campanile di Val Montanaia. Verso Nord, la Val di Brica e la Val Binon ci introducono in un ambiente di pascoli alpini ricco di splendide fioriture, da quale si può raggiungere il comparto più settentrionale del Parco di Forni di Sopra. Dalla Casera Bregolina Grande, attraverso la Stua, si può giungere alla Casera Bregolina Piccola e alla Val Settimana.

 

Campanile di Val Montanaia

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Il Campanile di Val Montanaia si trova nell’omonima valle, nel comprensorio dell’alta Val Cimoliana. E’ una guglia di bellezza spettacolare e selvaggia, alta 300 metri e con una base di 60 metri; si staglia contro il cielo al centro della valle, in una posizione considerata unica al mondo.
E’ frutto dell’erosione alpina, in particolare quella attuata dai grandi ghiacciai che ricoprivano e conferivano la forma attuale alle vallate principali. Alpinisticamente è conosciuto ovunque; è stato scalato la prima volta nel 1902 con un’arrampicata arditissima, rischiosa ed esposta. Ora la salita è resa più sicura grazie a materiali, tecniche e preparazioni specifiche collaudate, ma non è assolutamente da sottovalutare. Il percorso più agevole per avvicinarsi ad ammirare il “Campanile” è la Val Cimoliana.

 

 

 

 

 

Centro visite

Inaugurato il 24 maggio 2008 il Centro visite di Cimolais cambia veste. Un’esposizione divisa in quattro sezioni dedicate interamente alla Fauna del Parco attraverso un percorso interattivo e multimediale. Novità assoluta: il Sensitive Floor ovvero il pavimento dinamico dove il visitatore può interagire con le immagini di sfondo, modificandole a piacimento.

Parco Faunistico Pian Pinedo

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Un Parco Faunistico può essere definito come una struttura che si prefigge l’obiettivo di conservare una risorsa naturale, come un gruppo di animali a rischio di estinzione, e di effettuare ricerche scientifiche. A queste due attività vengono associate iniziative di educazione ambientale per bambini in età scolare e adulti. Il Parco Faunistico Pianpinedo è una struttura del Comune di Cimolais, il cui accesso al pubblico è gestito dal Parco Naturale Dolomiti Friulane, che si pone proprio questo obiettivo: valorizzare ed amplificare la nostra percezione della natura.

 

 

 

Manifestazioni

  • Marcia “La Cimoliana” (seconda domenica di luglio)
  • Una Montagna di gusti (terza domenica di settembre)
  • Dolomiti Unesco Days (giugno)