Val Cimoliana

Il complesso montuoso prelude alle Alpi Carniche, ma si avvicina di più come caratteristiche geologiche ed ambientali, alle Dolomiti. Guglie e torrioni si stagliano infatti contro il cielo, erosi dagli agenti atmosferici fino a creare incredibili giochi di equilibrio quale il Campanile di Val Montanaia, che si innalza solitario al centro di un catino glaciale. La Stretta di Gote offre un suggestivo paesaggio tra alte pareti verticali distanti pochi metri tra loro, incise dall’erosione fluviale.

Giglio, genziana, rododendro, erica. Alcuni fiori, tra i più vistosi, che si possono osservare in fondovalle. E poi Campanula morettiana e Raponzolo di roccia. Una specie, l’Arenaria huteri, è presente solo in queste montagne. I boschi sono formati in prevalenza da faggio e abete rosso. Caratteristica è la presenza in fondovalle di pino mugo, determinata dal fenomeno di inversione termica. Integra e selvaggia, la val Cimoliana è il rifugio ideale degli ungulati: caprioli e camosci sono osservabili dal fondovalle fino alle creste più impervie.

Lo stambecco, reintrodotto nel 1985 dal Parco del Gran Paradiso, è presente con una colonia dalla discreta consistenza. E’ presente inoltre il cervo. Tra gli altri mammiferi ricordiamo la volpe, la marmotta reintrodotta in Lodina ed in Bregolina, la faina, lo scoiattolo, l’ermellino, il tasso, la puzzola, la donnola. Tra gli uccelli notevole importanza rivestono i rapaci e i tetraonidi: aquila reale, poiana, gallo cedrone e forcello, francolino di monte. I rettili sono ben rappresentati dalla vipera dal corno (Vipera ammodytes), gli anfibi dal rospo comune (Bufo bufo), presente in modo massiccio nella zona del Meluzzo.

Le malghe della Val Cimoliana non sono più monticate da qualche decennio, tranne la malga Pian Pagnon. Poco oltre, il Rifugio Pordenone, nato con le prime esplorazioni alpinistiche di questi monti, ora è gestito nel periodo estivo.
Il taglio del bosco rappresentava un’importante fobte di sostentamento: resti di stue (chiuse) e impianti di teleferiche testimoniano come l’uomo abbia cercato di rendere meno faticoso il suo lavoro. Il legname tagliato veniva condotto a valle utilizzato la forza del torrente (menàda).

Tipico di queste montagne è il taglio del Pino Mugo (barna), utilizzato nella preparazione di medicamenti balsamici. La modalità utilizzata era quella del taglio raso, frammentato da strisce parallele di piante risparmiate per salvaguardare l’assestamento idrogeologico del terreno. Importanti resti di fornaci, utilizzate per la preparazione della calce, sono visibili lungo l’intero fondovalle.
La Val Cimoliana propone all’escursionista interessanti itinerari. Sono senz’altro da ricordare la salita alla Casera Lodina e alla Casera Laghet de Sora, vecchie strutture malghive risistemate ed adibite a bivacco.

Da non perdere è la Val Montanaia, escursione tra ripidi ghiaioni che portano al catino glaciale dove s’innalza il Campanile di Val Montanaia. Verso Nord, la Val di Brica e la Val Binon ci introducono in un ambiente di pascoli alpini ricco di splendide fioriture, da quale si può raggiungere il comparto più settentrionale del Parco di Forni di Sopra. Dalla Casera Bregolina Grande, attraverso la Stua, si può giungere alla Casera Bregolina Piccola e alla Val Settimana.