Prodotti tipici

L’alimentazione nelle valli del Parco Naturale Dolomiti Friulane si basava sostanzialmente su quello che veniva offerto dalla terra, vista comunque la limitata disponibilità di risorse agricole e di strutture produttive.
I pasti tradizionali pertanto comprendevano: polenta, legumi, derivati del latte, carne e uova.
Molto diffusa era anche la pratica della caccia, dalla quale si traeva doppio beneficio: la vendita delle pelli dei capi e l’utilizzo della carne come alimento.
Oggi possiamo trovare diversi locali che preparano e offrono i piatti e prodotti di “una volta”, piatti e prodotti tipici tradizionali, come per esempio:

Frico

Formaggio fritto, rosolato in un tegame fino alla lessatura insieme a quattro o cinque patate (tagliate a pezzi) e a una cipolla. A fine cottura viene aggiunto del formaggio fresco per permettere di ottenere una crosta su entrambi i lati.

Il frico lo si può trovare anche nella versione senza patate, con formaggio più stagionato e uova.
Indispensabile per assaporarne il perfetto gusto è mangiarlo insieme alla polenta.

Insalata di tarassaco e lardo

Il lardo in questo caso è utilizzato come condimento per il radicchio.
Il radicchio può essere di ogni varietà, ma solitamente per il piatto tipico viene utilizzato il Tarassaco.

Il lardo deve essere di una varietà coriacea e a colletto duro per evitare che si avvizzisca, viene fatto rosolare in poco olio finché diventa croccante, si “spegne” con aceto e quindi si aggiunge al tarassaco crudo, da condire eventualmente con sale, pepe e olio.

Zuppa di ortiche

Far soffriggere una cipolla in una pentola. Aggiungere una patata grattugiata e foglie fresche di ortica.

Diluire con brodo e salare. Cuocere a pentola coperta e, se necessario, allungare con acqua bollente.

Risotto con “fava cornigia” (Silene vulgaris)

Far bollire un po’ d’acqua con un’abbondante manciata di foglie di Silene vulgaris, lasciando da parte qualche ciuffetto per la guarnizione.
Aggiungere il riso e cuocerlo aggiungendo saltuariamente brodo e alla fine un goccio di vino bianco.

Zucche con farina

Far cuocere in abbondante acqua salata la zucca ed i fagioli. Frullare sia la zucca che i fagioli mescolandoli, ottenendo una purea. Rimettere la purea nella pentola, eventualmente aggiungere acqua e sale e portare ad ebollizione. Aggiungere poi la farina mescolando fino ad ottenere la consistenza di una polenta. Far cuocere, lasciare riposare per alcuni minuti e degustare versando sopra latte.

Frittata con le erbe

Famosa frittata friulana. Insieme all’uovo vengono amalgamate diversi tipi di erbe quali Silene vulgaris, turioni di Pungitopo, Tarassaco, punte di ortica.

Pane dolce

Fette di pane inzuppate nelle uova sbattute e successivamente fritte nell’olio e mangiate dopo averle cosparse di zucchero.

‘Suf

Far bollire dell’acqua insieme a un po’ di latte. Aggiungere successivamente della farina per polenta e un po’ di quella di frumento, mescolare e far cuocere fino ad ottenere una specie di polenta più liquida del normale, della consistenza di budino.

Petùt

Versare in una terrina farina di granoturco e una manciata di farina di frumento. Mescolare aggiungendo un po’ d’acqua.
Sciogliere in una pentola lo strutto e aggiungere l’impasto. Infornare. Quando assume colore rossastro il Petùt è pronto.

Sòpa

Cucinare del brodo di carne e aggiungerlo bollente in piatti fondi dove devono essere preparate delle fette di pane raffermo cosparse di formaggio grana.

Scòt di polenta e salsiccia

Far bollire l’acqua. Aggiungere farina per polenta. Amalgamare. Appena cotta raccogliere la farina insieme a un po’ d’acqua e metterla in un’altra pentola. Lasciar bollire. Friggere a parte la salsiccia a pezzi in padella. Aggiungere allo Scòt un po’ di aceto e poi successivamente la salsiccia. Si mangia accompagnato da polenta.

Pestìth

Raccogliere le rape bianche parecchi mesi prima sbollentarle in acqua e sale e lasciarle macerare in un mastello di legno con la propria acqua, finché acquistano un sapore acidulo.
Dopodiché si tritano e si versano in una pentola, dopo aver rosolato la cipolla in olio e aglio. Aggiungere acqua e lasciare cuocere. A metà cottura aggiungere delle fette di salame nostrano appena rosolate nel burro e verso la fine un po’ di “Scòt di polenta” (acqua amalgamata con farina di polenta). Si mangia con la polenta.

Petuccia

Prodotto tipico che a seconda della zona prende nomi diversi: Peta (di Andreis e Barcis) o Petuccia (di Claut) e la Pitina (della Val Tramontina). Originariamente era un modo per conservare la carne, nei mesi autunnali e invernali. All’epoca composta per lo più di carni ovine o caprine o da selvaggina di alta montagna.

La carne veniva sminuzzata finemente con un coltello dentro un ceppo di legno incavato. Si aggiungevano poi sale, pepe, aglio e aromi naturali come il finocchio selvatico o altre erbe aromatiche. Dall’impasto si ricavavano polpette che, passate nella farina di mais andavano poi poste nella cappa del camino ad essiccare per circa una settimana. Anche oggi è possibile gustarla in diversi paesi del Parco.

Bresàola

Strisce di carne secca salata ed essiccata e affumicata.

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