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Erto e Casso (PN)

Situato nella Provincia di Pordenone, il paese di Erto e Casso vede due comunità diverse tra loro (a Erto si parla un dialetto ladino mentre a Casso un dialetto veneto-bellunese) che costituiscono invece un unico comune.

Caratterizzati da un’ archittetura spontanea in pietra locale dal tipico colore rosato, questi due paesi sorgono sulle pendici della frana del Monte Toc. La diga del Vajont si trova sul territorio comunale di Erto e Casso e ogni anno conta più di centomila visitatori. L'intero territorio è segnato dall'immane tragedia del 1963, quando l'enorme frana precipitò nel lago artificiale scatenando la furia dell'acqua sugli abitati circostanti.
Oggi il comune gode di una nuova rinascita: punto di partenza di suggestivi sentieri naturalistici, incominciando proprio dalla Val Zemola, e meta di escursionisti e freeclimber da tutto il mondo grazie anche alla presenza di una delle più famose palestre di roccia, situata proprio nei pressi della Diga del Vajont.
Da ricordare anche la tradizionale sacra rappresantazione della Passione di Cristo, ricca di storia e fascino, che impegna da molti secoli tutto il paese di Erto il giorno del venerdi santo.



 

Sito e indirizzo del Comune di Erto e Casso (PN) Via IX Ottobre, 4 - tel. 0427.879001 - fax 0427.879100

 



Da vedere

Il Centro visite

Il Centro Visite di Erto e Casso è situato nel paese di Erto, nell'edificio delle ex-scuole elementari del paese. E' uno tra i più importanti e completi centri di documentazione sul disastro del Vajont e valido punto di riferimento per studi e ricerche.

La Frana e la Diga del Vajont
A cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta, a poche centinaia di metri a monte della confluenza con il Fiume Piave, il Torrente Vajont fu sbarrato, a scopi idroelettrici, da una diga. Tale impianto non entrò mai ufficialmente in funzione perché una gigantesca frana colmò parzialmente il serbatoio provocando una terribile ondata e quasi 2.000 vittime.


La palestra di roccia
La palestra di roccia alla diga del Vajont (Erto) è nata nel 1978 ed è una delle più conosciute falesie di arrampicata la mondo. Sotto il roccione di Moliesa esistono più o meno 300 vie di arrampicata di ogni grado. Nella parte centrale, quella colo giallo ocra, si concentrano le maggiori difficoltà. In quel settore vi sono vie che arrivano fino all’8c, cioè 11° grado. Si va comunque per scelta a cercare ognuno l’itinerario che più ci compete.


I Libri di San Daniele

I leggendari libri di San Daniele del Monte Borgà si presentano all’osservatore come vere e proprie cataste di lastroni rocciosi costituiti da Rosso Ammonitico (facies del Calcare di Soccher). Si tratta di ammassi rocciosi residui, che dalla dislocazione piega-faglia del Monte Borgà, essendo costituiti da roccia molto resistente, hanno trovato una loco collocazione su un piccolo pianoro poco sotto la cima del Monte Piave.



Manifestazioni

  • “Sacra rappresentazione del Venerdì Santo” (venerdì santo)

  • “Tra il vecchio e il nuovo” (ferragosto)



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