SENTIERO GEOLOGICO MONTANAIA MELUZZO

SENTIERO GEOLOGICO MONTANAIA MELUZZO

Il Sentiero Geologico Montanaia Meluzzo si sviluppa ad anello a partire dal parcheggio del Rifugio Pordenone e consente (con una
digressione) di raggiungere ed osservare alcuni siti di interesse nell’ambito delle scienze della terra.
Dalla zona più elevata del parcheggio, si segue il sentiero CAI 352 che risale la Val Montanaia in destra idrografica. Dopo circa 350 metri si giunge a un bivio; si prende il sentiero a sinistra che sale ripido sul versante fino ai belvederi sul Campanile di Val Montanaia (Geosito di interesse sovranazionale). Si scende nuovamente al bivio (lungo lo stesso percorso) per proseguire, in salita, fino al ghiaione della Val Montanaia. Si attraversa il greto salendo in diagonale per raggiungere il versante opposto dove si diparte (a destra) il sentiero che scende al Rifugio Pordenone.
Dal Rifugio è possibile osservare la Val Sciol de Mont attraversata, come la Val Montanaia, dalla linea tettonica Monte Dof – Monte Auda (Geosito di interesse regionale in Forcella Savalons – non compreso nel sentiero geologico ma situato 3 km a sud lungo il sentiero CAI 370).
Si procede, sempre in discesa, verso casera Meluzzo. Giunti alla pista di fondovalle la si attraversa e si prosegue, su sentiero, sulla piana, fino al laghetto effimero di Meluzzo (dovuto allo sbarramento della Val Meluzzo da parte del conoide della Val Sciol de Mont). Il sentiero continua restando a sinistra del lago, fino ad una pista che, presa verso destra, riconduce al parcheggio del Rifugio.

Il Sentiero Geologico Montanaia Meluzzo è situato in Val Cimoliana presso la confluenza di due valli laterali: in destra idrografica la Val Montanaia e in sinistra la Val Sciol de Mont.
Da un punto di vista litologico l’area si caratterizza per la presenza di rocce del Triassico superiore (220/200 milioni di anni) e del Giurassico inferiore (200/175 milioni di anni).
Nello specifico la formazione geologica che affiora in modo più esteso è la Dolomia Principale (Norico Retico) su cui poggiano i calcari selciferi della Formazione di Soverzene (Lias).
La Dolomia Principale si è formata per l’accumulo di fanghi e sabbie carbonatiche in un ambiente di piana di marea (piattaforma). In alcune aree il suo spessore può raggiungere i 1500 metri e, nel suo aspetto tipico, presenta una sequenza in cui si sovrappongono ciclicamente strati di dolomie chiare microcristalline (a megalodonti e gasteropodi) e dolomie chiare laminate a stromatoliti. Dello stesso periodo della Dolomia Principale è la Dolomia di Forni (che affiora più a Est).

Questa si è formata per accumulo di fanghi carbonatici ricchi in sostanza organica in piccoli bacini di mare più profondo, con acque poco ossigenate, legati a fenomeni di tettonica distensiva all’interno della piattaforma della Dolomia Principale. La Dolomia di Forni si presenta fittamente stratificata e di color grigio scuro. Sopra alla Dolomia Principale affiora la Formazione di Soverzene che è costituita da calcari micritici, spesso dolomitizzati, di colore che va dal grigio al bruno in cui sono intercalati livelli o noduli di selce. Raggiunge uno spessore di 400 metri e rappresenta un ambiente di formazione di mare profondo.

La Val Montanaia e la Val Sciol de Mont sono attraversate da un importante sovrascorrimento denominato linea Monte Dof – Monte Auda. Lungo questa linea tettonica i rilievi posti più a Nord (Monfalconi) e più ad Est (Pramaggiore e Cime Postegae), costituiti da Dolomia Principale e, in parte, da Dolomia di Forni, salgono sopra ai rilievi posti più a Sud costituiti anch’essi da Dolomia Principale e dai sovrastanti calcari selciferi del Giurassico.

Lungo il sovrascorrimento, a causa del movimento, le rocce si presentano molto fratturate; ne conseguono, in alcune aree, fenomeni di erosione accelerata. Presso forcella Savalons (Geosito di interesse regionale) i reticoli di fratturazione degli ammassi rocciosi sono così ravvicinati che i materiali che si disgregano hanno le dimensioni di una sabbia (in friulano: savalon -> sabbia).
I fenomeni erosivi determinano la formazione di abbondanti accumuli di detrito lungo le valli laterali e la formazione di estesi conoidi di deiezione al loro sbocco nella valle principale. Il conoide della Val Sciol de Mont ostruisce quasi totalmente la Val Cimoliana creando uno sbarramento che, nelle stagioni piovose e allo scioglimento delle nevi, determina la formazione del laghetto effimero di Meluzzo.

Nelle aree in quota, gli scenari sono tipicamente dolomitici. Gli agenti esogeni, e in particolare i ghiacciai pleistocenici, hanno modellato il rilievo creando forme spettacolari. Le pareti rocciose e le creste sono contornate da guglie, torrioni e pinnacoli. Alla loro base estesi accumuni di frammenti rocciosi formano falde e coni detritici (ghiaioni) che contornano le praterie di alta quota presenti al centro dei circhi glaciali.
Particolarmente suggestivo il Campanile di Val Montanaia che rappresenta uno dei più bei esempi di questo tipo di morfologia in tutto il contesto delle dolomiti. La guglia, alta 300 metri, si staglia al centro della valle in posizione isolata rispetto ai rilievi circostanti. Per le sue straordinarie caratteristiche (dimensioni, forma e posizione) il Campanile è stato definito un Geosito di interesse sovranazionale. Il Campanile è stato scalato per la prima volta nel 1902 dagli alpinisti austriaci Viktor W. von Glanvell e Günther F. von Saar, con un’arrampicata estremamente ardita, rischiosa ed esposta. Oggi la salita in vetta è certamente resa più sicura grazie all’utilizzo di materiali e tecniche moderne e collaudate. Resta comunque riservata ad alpinisti esperti in quanto prevede difficoltà minime di IV grado.

“Iniziativa realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia –

Servizio geologico ai sensi della LR 15/2016”.